25 Aprile tra terme e cascate


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Eccomi di nuovo qui a scrivere per Voi, in particolare quest’oggi Vi propongo, come anticipatoVi nell’articolo precedente, un altro itinerario per il ponte del 25 Aprile. Per ora le previsioni non sono delle migliori, ma Vi assicuro (per esperienza personale) che questi luoghi sono bellissimi anche senza sole, quindi non scoraggiateVi… 3,2,1 si parte!

Il nostro viaggetto tra Toscana ed Umbria inizia con una bella mattinata alle terme naturali (gratuite) di Bagni San Filippo, uno splendido posto immerso nella natura incontaminata della Val D’Orcia (munitevi di scarpe da ginnastica!). Le terme sono vasche naturali, note nel parlato comune come “balena bianca” per la forma che ha una delle sorgenti simile appunto al dorso del famoso cetaceo. L’acqua che sgorga di continuo e scende da una pozza all’altra è calda (48°), con un’alta concentrazione di calcare, ma anche di sostanze che fanno bene al corpo, basti pensare che il Granduca Ferdinando Leopoldo II vi si recò per liberarsi dal “mal di capo” e non fu l’unico. La location è particolare tra gli alberi si trovano, come scrive Restoro d’Arezzo nel XIII secolo, questi << issuti monti, li quali erano tutti bianchi, quasi come neve, li quali erano fatti d’acqua, la qual facea pietra; e segno di ciò si era, che l’acqua uscia a sommo quelli monti, e vegnendo giù spargendosi d’attorno quelli monti, quella acqua si struggea facendosi pietra, e crescea sempre il monte.>>. Questo è il luogo perfetto per rilassarsi e prendersi cura del corpo grazie alle proprietà delle acque termali, ma anche della mente perché ci si può rilassare a contatto con la natura, lontano dal traffico e dall’ inquinamento.

Dopo un bagno rigenerante ci si rimette in cammino per dirigersi, in meno di 2h di macchina, verso la famosa Cascata delle Marmore, realizzata nel 271 a.C. dal console Manlio Curio Dentato per porre fine alle frequenti inondazioni della piana reatina. Oggi è fra le più alte d’Europa, poiché conta su un dislivello di 165m, suddiviso in tre salti ed è un bacino idroelettrico, infatti il flusso delle sue acque è regolato durante l’arco della giornata. Vi consiglio di andare poco prima che venga aperta, così da vedere la differenza di potenza dell’acqua che scende dall’alto. Pagando il biglietto si può accedere ai 2 belvedere, il superiore è situato sulla cima e per arrivarci si deve fare un percorso (di 40minuti circa) in salita tra alberi e rocce, accanto alle cascate minori (portateVi un impermeabile!!) che vale la pena di fare: la fatica sarà ricompensata dalla vista mozzafiato. Di colpo ci si ritrova faccia a faccia con la prima cascata e si può ammirare e sentire la forza con cui scende l’acqua in caduta libera per 83m, ma anche godere di un panorama ricco di vegetazione rigogliosa.

La visita termina qui, anche perché se non avete il cambio Vi conviene correre a casa, sennò potete fermarVi a vedere il Lago di Piediluco, un  simil lago alpino in cui confluiscono le acque provenienti dalla cascata, contornato da un profilo di rilievi boscosi. Qui si affaccia l’omonimo paese con una Rocca trecentesca e la Chiesa di San Francesco, il quale passò di qui e rimase estasiato dal panorama e dalla fauna, con all’interno una reliquia del santo, donata dal Sacro Convento di Assisi.

Spero che anche questa alternativa Vi sia piaciuta, è valida in qualsiasi periodo dell’anno, perciò se non avete tempo durante il ponte potrete visitare questi posti quando volete. Fatemi sapere le Vostre opinioni e come sempre se avete modifiche da propormi.

Alessia De Fabiani

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