Bernini vs Borromini un’eterna rivalità


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Oggi vi parlo di una delle più note rivalità della storia Seicentesca: quella tra il Bernini ed il Borromini.

Giovan Lorenzo Bernini nasce a Napoli nel 1598, ma da subito si trasferisce a Roma e vi trascorre tutta la vita (1680) al servizio di papi e cardinali, tra cui Papa Paolo V Borghese ed Urbano VIII Barberini. Considerato il più grande scultore del suo secolo, riuscì ad unire scultura, teatralità, architettura e movimento nelle sue opere, caratteristiche tipiche del Barocco.

Il suo avversario Francesco Castelli poi Borromini nasce nel 1599 in Canton Ticino e giunge a Roma nel 1614 grazie ad una proposta di lavoro offertagli da Carlo Maderno (famoso architetto che lavora per Paolo V). Un personaggio geniale ma irascibile, prediletto da Papa Innocenzo X è famoso per le sue architetture sinuose, in particolare per i suoi campanili e le facciate dei palazzi che rendono l’idea di movimento ed armonia.

I due lavorarono insieme per la realizzazioni di capolavori come Palazzo Barberini ed il Baldacchino di San Pietro, ma vista la preferenza dei Papi per il Bernini e la sua teatralità, molte opere realizzate da entrambi sono state successivamente tolte al Borromini: da qui nasce la rivalità.

Il loro conflitto leggendario ha ispirato credenze popolari come quella di Piazza Navona a Roma dove vi sono, una di fronte l’altra, la Chiesa di Sant’Agnese in Agone del Borromini e la Fontana dei Quattro Fiumi del suo nemico. In particolare la leggenda vuole che il Bernini  disegnò la figura del Rio Plata (realizzata da Francesco Baratta) rivolta verso la chiesa con la mano alzata, come per ripararsi dall’imminente caduta dell’edificio. Inoltre coprì il volto del Nilo con un velo per “non vedere l’orrenda opera borrominiana”, in realtà questo è un chiaro riferimento allegorico (non erano ancora note le sorgenti del fiume) e nulla ha a che vedere con la chiesa. A tutto ciò il Borromini contrappose la statua della “Sora Agnesina” con la mano sul petto che rassicura il fiume sulla stabilità della sua chiesa.

Le leggende popolari non si fermano qui, vi è un aneddoto legato alla costruzione del Palazzo di Propaganda Fide a piazza Mignanelli. Nel 1626 il Bernini riceve da Urbano VIII la commissione per la realizzazione di questo, un buon lavoro ma soprattutto comodo perché situato accanto alla sua abitazione. Con la morte del pontefice il lavoro passa al Borromini e da qui iniziano una serie di screzi tra i due: Borromini scolpisce sul palazzo, in direzione dell’abitazione del suo miglior nemico, due orecchie di asino; questo per risposta scolpisce sulla mensola di casa un organo genitale maschile! Le loro “opere” sono rimaste visibili per molto tempo, ma alla fine per pubblico decoro sono state eliminate.

Questi due geni in continua competizione hanno dominato il panorama romano del Seicento e, tutt’ora, sono al centro di rivalità architettoniche tra gli studiosi ed i loro seguaci, insomma sembrerebbe che la pace non s’ha da fare…

Con chi vi schierate? 

#iostoconBernini  #iostoconBorromini

Articolo di Alessia De Fabiani

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