Dagli Etruschi alla… sagra dei carciofi!


Il conto alla rovescia per il fine settimana è terminato finalmente è venerdì! Al sol pensiero mi sento euforica, ma questa ondata di gioia è subito smorzata dalla fatidica domanda: come trascorro questo week-end? Stranamente le previsioni portano sole e temperature massime che si aggirano intorno ai 20° o poco più, fantastico! Se anche voi non sapete cosa fare ho qualche suggerimento che include cibo, mare e cultura; ma vediamolo nel dettaglio

Il nostro fine settimana inizia con una visita nello splendido Borgo medievale di Ceri, qui il tempo sembra essersi fermato; la piazza principale è animata da qualche soffio di vento, dalle commari che chiacchierano sugli usci e dai bambini che giocano a palla. Questo fu fondato nel 1236 in una zona che dal VII sec è stata abitata dagli abitanti della vicina Caere Vetus (Cerveteri), i quali si trasferirono qui per la posizione arroccata e la rinominarono Caere Novum.6-cerveteri Fra il XIII sec ed il XIV fu dominio di diverse famiglie tra cui i Normanni di Trastevere, i Cesi, i Borromeo, gli Odescalchi, per finire ai Torlonia. Nel 1503 venne quasi rasa al suolo da Cesare Borgia per catturare gli Orsini che vi vivevano. Un passato vivace fatto di continue successioni fino a quando nel 1833 Don Alessandro Torlonia acquista Ceri per la sua posizione isolata, che lo rende un posto tranquillo dove riposare, passeggiare nella natura e cercare antichità; così acquisisce terre e fabbricati per cambiare il volto del borgo ed il giardino annesso al palazzo. Ceri-Chiesa-Immacolata-ConcezioneRisale a quel periodo la nuova cinta muraria merlata con finti cannoni in ghisa, la splendida piazza punto di ritrovo di anziani, dove si affaccia la Chiesa della Madonna di Ceri. Questa ha origini molto antiche, infatti recentemente sono emersi degli affreschi della scuola romana del XII con scene dell’Antico Testamento e vita di San Silvestro, con colori tenui, figure fluttuanti e morbide. La parte più antica è l’abside con scene bibliche e curiose scene di cucina originali per un catino! Nell’edificio inoltre sono presenti le reliquie di San Felice II, antipapa dal 356 al 366, anno in cui morì nei pressi di Ceri, sormontate da una bellissima pala d’altare.

 

Dopo questa immersione nel Medioevo ci spostiamo verso la città di Cerveteri, nota in passato come Caere o Caere Vetus, che risale al sec IX a.C. come testimoniano gli insediamenti abitativi e le necropoli etrusche. necropoli-banditaccia-cerveteri-tomba-dei-rilievi.jpgQuesta zona è appunto famosa per le necropoli etrusche, ovvero le città dei morti come quella della Banditaccia (collegata alla città tramite la tufacea Via degli Inferi) dove in oltre 400 ettari di estensione si trovano migliaia di sepolture dalle più antiche del periodo villanoviano (IX secolo a.C.) alle più “recenti” del periodo etrusco (III secolo a.C.). Le tombe sono di due tipi a “dado” ovvero allineate a schiera lungo le vie sepolcrali; oppure a “tumulo”. Queste ultime hanno struttura tufacea circolare che evoca un’abitazione con corridoi, stanze e suppellettili disegnati e reali. Tra queste spicca la “tomba dei Rilievi”, risalente al IV secolo a.C. ed appartenuta alla famiglia dei Matunas. visibile attraverso un vetro.

Anche questa città nei secoli è stata oggetto di contese feudali, infatti passò ai Corsi, Venturini, Orsini, Farnese e Ruspoli. A partire dal 1800 si riduce a centro agricolo, per poi attirare turisti provenienti da tutti il mondo per via delle scoperte archeologiche. xs_maria_cerveteriOltre alle necropoli la città ospita diversi siti di interesse storico-artistico e culturale, tra questi la Chiesa di Santa Maria Maggiore consacrata intorno all’anno Mille e fondata su un antico luogo di culto pagano, trasformato nel III sec dai fedeli, tra cui i Santi martiri Massimo e Seconda. A seguito dei danneggiamenti provocati dall’assedio di Cesare Borgia (1503) venne realizzata la pala di Antoniazzo Romano con la Madonna del Rosario e l’affresco della Pietà di Perin del Vaga. Nel ‘700 viene restaurata in stile Barocco per volere della famiglia Ruspoli, che costruiscono un arco di collegamento al loro palazzo: diventa così una vera e propria cappella palatina, con 3 navate e 5 altari. Al momento degli altari restano le pale, perché nel 1959 grazie a dei lavori di restauro è stato ripristinato l’impianto  romanico originario.                                                                                            Entrate nelle chiese, nel museo nazionale Cerite, visitate la Necropoli della Banditaccia,  ma perdetevi anche nei suoi vicoli medievali, nella piazza del Risorgimento dove si affaccia il Palazzo Ruspoli, sorto sui resti di una torre difensiva medievale e non dimenticate di affacciarvi dalla Rocca Antica sulla costa dell’Etruria meridionale.

 

Per concludere la giornata vi suggerisco di spostarvi a Ladispoli, una cittadina di mare che sorge sull’antico porto di Alsium legato alla città etrusca di Cerveteri. Nel 272 a.C. passa nelle mani dei romani e diviene una nuova colonia di villeggiatura per i facoltosi tra questi, a detta di Cicerone, vi erano anche Pompeo e Giulio Cesare. Nel 1200 si ha la prima menzione di un insediamento fortificato: il futuro castello di Palo, il cui nome forse deriva dalle paludi (palus) che lo circondavano. 29bd93c89504414b62946fabc2724faeLa struttura nel 1693 diviene degli Odescalchi, poi dei Grillo di Genova e Loffredo di Treviso, per poi tornare ai vecchi proprietari nel 1870. La bellezza del posto ha fatto sì che vi soggiornassero diversi pontefici tra cui Paolo III e Sisto V.  Nel 1884 Livio Odescalchi dona il possedimento di Palo al figlio Ladislao, che risiede nel castello e nel 1880 fonda, per mano di Vittorio Cantoni, la città di Ladislao Polis ovvero Ladispoli, divenuta comune autonomo nel 1970.

Nonostante abbia origini antiche vi sono poche strutture che sono sopravvissute, tra queste vi è la Torre Flavia,51406b0fe2491 una struttura di avvistamento e di difesa costiera medievale realizzata su preesistenze e con uso di materiali d’epoca romana, Il nome deriva dai lavori di ristrutturazione del XVI sec portati avanti dal cardinale Flavio Orsini; purtroppo al momento risulta molto rovinata a causa di alcuni crolli.

Come mai vi consiglio di andare a Ladispoli?sagra-carciofi-3b Oltre al fatto che potete rilassarvi davanti ad uno splendido tramonto nei pressi della Torre Flavia, dal 7 al 9 aprile si svolge la famosa sagra del carciofo romanesco, nata il 2 aprile 1950 con l’obiettivo di rilanciare questo territorio e le sue produzioni agricole. Il primo evento riscosse talmente tanto successo da finire sulla stampa ed aumentare il turismo e soprattutto la richiesta di carciofi romaneschi in tutta Italia.

Non vi resta che mettervi in viaggio!

Articolo di Alessia De Fabiani

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