Festival di Sanremo 2017: Pagelle cantanti


Al Bano – Di rose e di spine: Un Al Bano non in ottima forma, un po’ per l’età un po’ per via di una recente intervento al cuore. Il brano non uno dei migliori, sicuramente non moderno e/o attuale. “Di rose e di spine” sembrava essere uscito da un’edizione del festival del 1968 e questo è tutto dire. Poca fantasia insomma e solita brodaglia, monotono nello stile e troppo antico. VOTO: 4,5 (Regalato)

 

 

 

 

Elodie – Tutta colpa mia: La giovane cantante romana, seconda classificata della quindicesima edizione del talent show “Amici di Maria De Filippi”, arriva sul palco dell’Ariston con una canzone sanremese fino al midollo. Sicuramente quello che ha colpito è la sua performance energica e passionale, con una tonalità di voce che ricorda molto le sorelle Martini. Cantare sa cantare, sul palco ci sa stare, ed è in grado di gestire lo stress di una telecamera (abilità acquisite grazie al talent) ma non convince ancora molto. Fare un po’ di esperienza le farà solo del bene, senza cadere nel pop banale tipico di tutti coloro che escono da questi tipi di talent. VOTO: 5

 

 

 

Paola Turci – Fatti bella per te: Uno stato di grazia impeccabile che l’ha vista come una delle favorite fino alla fine. Presenza scenica invidiabile, composta e da vera signora della musica. Era talmente dritta che sarebbe stata in grado di cantare bene anche stando in silenzio. La canzone rispecchia in pieno il carattere e lo stile pop rock, quasi ribelle, della cantante. Un quinto posto che alla fine dei conti ci poteva anche stare, ma l’importante sarà l’impatto che avrà nelle radio italiane. VOTO: 6,5

 

 

 

Samuel – Vedrai: Il frontman dei Subsonica porta una ventata di modernità, di underground che raramente si vende a Sanremo. Un singolo molto radiofonico che ti fa venir voglia di muovere la testa a tempo. Sicuramente avrà un seguito nelle discoteche, se verrà fatto un remix, visto che ha una tendenza semi-dance house. Bravo a Samuel, impeccabile come sempre, futurista e sempre sul pezzo. Una continua evoluzione che speriamo possa non finire mai. VOTO: 6

 

 

 

Fiorella Mannoia – Che sia benedetta: Lei, la super favorita alla vittoria finale, incanta tutti soprattutto tra il pubblico femminile. Tanta esperienza e tanta maestria ha sfoggiato in questo festival che l’ha vista su di un gradino superiore a tutti. Le nuove proposte, e non solo, la vedevano come una diva (lo è effettivamente) irraggiungibile. Ha portato un singolo fatta proprio su misura per lei. Niente da obiettare ma un po’ di originalità non avrebbe guastato. Il testo è a dir poco sublime, infatti riesce a vincere il Premio come Miglior Testo e il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla”. Un secondo posto che per alcuni versi sa di beffa ma comunque sia torna a casa con qualche soddisfazione. VOTO: 8

 

 

 

Nesli & Alice Paba – Do retta a te: Una delle coppie del festival che sono state eliminate per prime dalla competizione. Un motivo c’è, scarsa qualità del testo, scarsa esibizione, in pratica niente è andato bene. C’è da chiedersi se sono riusciti a partecipare al festival solo perché sono giovani oppure no. Semi sconosciuti, al confronto di altri artisti ben più noti, l’unica cosa positiva della loro partecipazione è proprio la visibilità che hanno avuto in televisione. VOTO: 2

 

 

 

Michele Bravi – Il diario degli errori: Vincitore della settima edizione di X-Factor e star del web, Michele Bravi riesce a raggiungere un 4° posto che sa di miracoloso. Nessuno si sarebbe mai aspettato un risultato del genere. Esibizioni buone, un po’ meno la canzone che è un pop banale, appartenente a quella categoria dei “figli dei talent”. Ha margini di miglioramento, la voce non gli manca ma deve acculturarsi nella stesura dei testi e (soprattutto) sulla melodia. Un compito non facile ma ha tutti gli strumenti per potercela fare. Deve incominciare a camminare con le proprie gambe senza guardare in dietro. VOTO: 5,5

 

 

 

Fabrizio Moro – Portami via: Il bel tenebroso conquista il cuore di molte fans. Canzone impegnativa, coraggiosa, non banale e complessa. Forse, per questo motivo, poco compresa, soprattutto dal pubblico. Di certo molti giornalisti e critici si aspettavano un piazzamento migliore del 7° posto, polemiche a non finire per le votazioni ma Sanremo è Sanremo. Fabrizio lo conosce bene, quindi sa più di chiunque altro come funziona tale evento e tutti i retroscena che ne racchiude. La sua canzone era tra i più ben scritti che c’erano in quest’edizione, del resto è noto per essere un bravo “costruttore” di parole, voce graffiata e impatto che non sempre arriva come già ho detto pocanzi per la complessità del brano. VOTO: 6 (pretenzioso)

 

 

 

Giusy Ferreri – Fa talmente male: La lady di novembre porta quest’anno al festival una canzone poco competitiva. Una pseudo ballad scontata, piatta, senza pepe e ne sale. Non ha alcuna identità, sembra fatta con lo stampino giusto per essere portata e cantata, niente di più. Ci si aspettava un’qualcosina di più da lei visto che non era il suo primo Sanremo ma evidentemente gli è mancata la fantasia. VOTO: 3

 

 

 

 

Gigi D’alessio – La prima stella: Una delle vittime del cambio generazionale è stato proprio lui, il cantante partenopeo che quest’anno ha alzato l’asticella portando un singolo altamente complesso per i suoi abitué standard. I suoi 5/4 ha sorpreso chiunque critico che era già pronto per bastonarlo. Ha dimostrato di essere un grande musicista e che il suo successo i questi anni non sia stato un caso o una moda. Qualità che non sempre dimostra, spiazzando, quando le esibisce, chiunque lo conosca. Peccato che sia stato eliminato prima della serata finale perché con certezza assoluta poteva dire la sua. Ma aimè il canto melodico non è più apprezzato come una volta. VOTO: 5,5

 

 

 

Raige e Giulia Luzi – Togliamoci la voglia: Ecco la seconda coppia che è stata eliminata nella serata delle cover. Una presenza oserei dire presuntuosa, soprattutto da parte di Raige che con il classico carattere da rapper medio cerca di fare il “duro”. Giulia le doti canore ce l’ha, infatti non a caso ha fatto Giulietta nel famoso musical “Romeo e Giulietta” riscuotendo un grande successo, ma non abbastanza a quanto pare. La canzone sa di teenager fighetto che deve prendere il carpe diem e avere una relaziona carnale con una persona. Tema insignificante, come il sound e si è visto il risultato. VOTO: 2

 

 

 

Ron – L’ottava meraviglia: Rosalino giunge a Sanremo con un brano che sicuramente non è tra i migliori che abbia mai fatto fino ad ora. Temi sono sempre l’amore, che è una legge obbligatoria (o quasi) per poter partecipare a Sanremo, ma sta volta Ron non fa bingo come suo solito. I tempi in cui dove un bravo paroliere, come lui, basta anche solo leggere le strofe che componeva sono ormai finite da un pezzo. La melodia deve essere sempre un passo avanti invece questa era ritornata indietro. La sua eliminazione ha dispiaciuto molti (tra cui anche il sottoscritto) ma come ho già ripetuto più e più volte ormai ci troviamo in una fase di cambio generazionale. VOTO: 4,5 (si può fare di più)

 

 

 

Ermal Meta – Vietato morire: Sicuramente il cantante più interessante del momento nel panorama italiano. Mai scontato, mai banale, sempre innovativo, se continua su questi passi potrebbe diventare la nuova super star del cantautorato che manca da un po’ di tempo a questa parte. Canzone autobiografica di un dolore familiare dovuto alle violenze in casa da parte del padre. Purtroppo una realtà che imperversa nella penisola e con questa sua testimonianza invita a tutti coloro che ne sono stati vittime di continuare ad andare avanti nonostante tutto. Un messaggio importantissimo che sicuramente ha commosso qualsiasi ascoltatore. Il proseguo si avverte radioso, ma imperverso di insidie, le doti ce l’ha le deve condividere al mondo e quando lo farà appieno ci stupirà con la sua musica. VOTO: 8,5 (speranzoso)

 

 

 

Michele Zarrillo – Mani nelle mani: Zarrillo dopo un periodo che sembrava scomparso ritorna informa al Festival di Sanremo dimostrando di essere ancora in grado di fare della buona musica. Il suo singolo si sente chiaro e tondo che è una sua creatura in quanto assomiglia ad altri suoi successi. Ha voluto essere cauto e puntare di più sulle proprie capacità peccato che non sempre bastino. Comunque sia bentornato Zarrillo. VOTO: 5

 

 

 

Lodovica Comello – Il cielo non mi basta: Attrice, conduttrice, insomma tutto fare. L’ex “bimba” disney giunge per la prima volta sul palco dell’Ariston con tutto l’entusiasmo di una giovane fanciulla al luna park. L’impronta disneyana non sono si vedeva, con i vari vesti e acconciature, ma si è anche sentito. Infatti il pezzo sembrava uscito da “Violetta”, forse presa poco sul serio ma comunque la qualità canore c’erano senza alcun’ombra di dubbio. E’ giunto il momento di maturare, di lasciare alle spalle lo stile “bimbo disney” e fare spazio alla cantante italiana. VOTO: 4,5/5

 

 

 

Sergio Sylvestre – Con te: Il gigante buono vincitore dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi mostra al grande pubblico di Sanremo le sue doti canore che sono tendenti al pop americano più che a quello italiano. Belle esibizioni, preparato, composto mai esuberante. Convince come cantante un po’ la canzone però. Brano da “ululato” nostalgico che sembra fondere lo stile del paese nostrano con quello commercialista USA. Miscelazione non riuscita in pieno ma che in radio potrebbe funzionare, visto soprattutto la tendenza, da parte di alcune radio, a dare la precedenza ai brani stranieri e non quelli italiani. Una piccola, se non futile, consolazione tra tutti quelli che sono usciti dalla fabbrica della De Filippi è quello con il miglior piazzamento (6° posizione). VOTO: 5

 

 

 

Clementino – Ragazzi fuori: Il rapper di Avellino ritorna al festival dopo la bella esperienza dell’anno scorso. Questa volta non brilla in quanto il brano non è proprio il top e ci si mette anche del suo cantandola male. Senza contare le boccate d’aria insistenti che si sentivano che davano molto fastidio. Non a caso è arrivato 16° però il messaggio non era superfluo in quanto parlava dei ragazzi emarginati che vivono nelle strade in balia della criminalità e non solo. Questo non basta per scalare le classifiche e questo lui lo sa. VOTO: 3,5

 

 

 

Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso: Non gli è bastato l’anno scorso proporre un pezzo, che poi si è scoperto aver fatto un “copia e incolla” di un altro cantante. Anche quest’anno ci ha deliziato delle sue performance che francamente ne potevamo farne a meno. La sorpresa è stata che non sia stato scartato prima e sinceramente questo preoccupa sull’andamento che sta prendendo la musica italiana. Forse i giovani/nissimi si devono fare un esame di coscienza e capire che i veri artisti sono ben altri. VOTO: 1

 

 

 

Chiara – Nessun posto è casa mia: La cantante più timida del festival porta una canzone che sa di Adele, peccato che lei non lo sia. La continua tensione e l’ansia da prestazione la fanno sembrare una bambolina in grado di mimare solo con la bocca. Non si è visto un briciolo di carattere, di patos, niente piatto come una tavola da surf. Però la voce, la tonalità ci sono e ci saranno sempre ma devono essere sfruttate ed allenati altrimenti l’unico destino che le attende è il declino. VOTO: 4 (ingessata)

 

 

 

Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma: Lui, l’uomo del festival e dei record. Colui che ha portato una ventata rivoluzionaria che non si vedeva dai tempi di Ruggeri con “Mistero”. Gabbani fa due su due (in due anni consecutivi), cosa mai accaduta fino ad ora nella storia del Festival di Sanremo ed è riuscito a far ballare tutti, anche i giornalisti dalla sala stampa, complice anche la scimmia che lo ha affiancato per tutta la gara. Un singolo che sembra il continuo di “Amen”, allegro, dinamico, non demenziale ma soprattutto bello da ascoltare in qualsiasi stagione. A tal proposito, sicuramente diventerà uno dei tormentoni dell’estate insieme al balletto. Le radio si stanno già sfregando le mani e aspettano con impazienza la calda stagione per sfoderare questo disco sulla platea. Orami si può dire che è un artista musicale di tutto rispetto a livello nazionale e chissà prossimamente anche mondiale dipende da cosa sarà in grado di fare all’Eurovision Song Contest. VOTO: 9 (un “Jovanotti” sofisticato)

 

 

 

Bianca Atzei – Ora esisti solo tu: La bella innamorata condivide tutto il suo amore per Max Biagi, attuale compagno, attraverso il suo brano. Se c’era un premio come “Canzone d’amore” l’avrebbe sicuramente vinto lei a mani basse. Era palese che era un inno all’amore e lei lo ha saputo trasmettere al meglio delle sue possibilità. Banale lo era, già sentito pure, ma talmente forti ed intense erano le emozioni che trasmetteva che è riuscita ad entrare tra i primi dieci classificati (9° posizione). VOTO: 4,5

 

 

 

Marco Masini – Spostato di un secondo: Un “cavallo di razza”, così è stato soprannominati questi giorni dai giornalisti non solo per il singolo che ha portato ma soprattutto per aver cantato “Signor tenente” di Giorgio Faletti. Canzone che fino ad ora nessuno aveva mai osato cantare, solo per questa scelta meriterebbe un riconoscimento e in un certo senso l’ha avuto con il consenso di molti esperti del mestiere. Comunque sia, come nel caso di Fabrizio Moro, incompreso dall’italiano medio ed è uno spreco di bravura e talento che invece va premiato, speriamo almeno che sia il singolo, che l’interpretazione della cover di Faletti vengano trasmesse nelle radio italiane. VOTO: 6

 

Simone D’Adamo

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