Gianni Togni – Luna


unnamed1Nel 1980 il numero uno dei singoli italiani più venduti era “Luna” di Gianni Togni. In quell’anno e con quella canzone riuscì a scalare tutte le classifiche. Un brano che lo stesso Togni definisce “surreale”. Ha ragione perché effettivamente nessuno sapeva il vero significato di “guardo il mondo da un oblò mi annoio un po’…” e non stante ciò tutti la canticchiavano. C’è una storia curiosa intorno alla nascita di questa grande hit italiana. Tutto ebbe inizio quando Togni era ancora uno studente universitario di lettere. Si era imbattuto nella favola “La volpe e l’uva” e scrisse due canzoni. Una dedicata alla volpe e pensò di fare, dal punto di vista musicale, un ritmo saltellate che rappresentasse il suo modo di andare così scattante. Pensando all’uva invece decise di scrivere un tono più intimo, melodico che tradotto nella ritmica era più lenta e rilassata dell’altra dedicata alla volpe. Concluse di comporre le due canzoni ma si rese conto che nell’album che stava incidendo c’era spazio solo per una. Ed è proprio allora che il giovane cantautore (all’epoca) decise di unire i due pezzi e dare vita al singolo che tutti noi conosciamo. In principio la canzone si chiamava “Anna”. Però poi in una notte di luna piena, abbagliato dalla meraviglia del nostro satellite, pensò bene di dedicarle tutte le frasi che compongono il testo. Questa è la storia della nascita di un brano romantico, surreale, una vera e propria hit indimenticabile. Un testo bellissimo che prende spunto da un opera, dalla vita reale e la resa magica.

 

 

 

Simone D’Adamo

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