Il primo aeroporto italiano 1


hqdefault (1)Dopo un periodo di assenza, dovuta ad impegni universitari, torno a scrivere e lo faccio proponendovi la storia del primo aeroporto italiano.

Alle porte del 1909, il Primo Cittadino Romano laico post-unità d’Italia, accoglie a braccia aperte la novità del volo sulle ali di Wilbur Wright nella periferia di Roma, in un pratone che custodiva rovine archeologiche. Wright qui diede spettacolo con diverse acrobazie in volo con il suo Flyer, il primo velivolo a motore, questo ebbe successo tanto da creare qui la prima scuola di volo in Italia, che nel  1910 diventerà la prima scuola militare di volo. La novità fu ben accolta dai cittadini, che goderono della fama dei riflettori dell’Istituto Luce, il quale diffuse video delle acrobazie degli aerei nel giorno dell’inaugurazione. La scuola sfornò piloti esperti, come Francesco Baracca; fu proprio un pilota di Centocelle a compiere il primo bombardamento aereo della storia, contro un accampamento libico nel 1911. Nel 1920 Arturo Ferrarini decollò da qui per il suo primo vero Tokio. Purtroppo il periodo felice durò poco, perché con l’entrata in guerra dell’Italia l’Aerodromo divenne un obiettivo sensibile e continuamente bombardato dai nemici, ed infine fatto saltare dai tedeschi. Divenne così fonte di legna e munizioni per i partigiani, luogo prediletto dagli studenti che volevano marinare la scuola, teatro di pasquette post guerra. 2 I documenti ufficiali del 1962 attestano che venne chiuso perché poco funzionale, data la vicinanza ad un quartiere molto abitato, mentre parallelamente gli scavi archeologici rivelarono la presenza di sette ville romane, aziende agricole precedenti la nascita di Cristo e documenti che attestarono l’immenso valore che aveva questo luogo nell’antichità, da cui l’esigenza di trasformare i 120 ettari in parco archeologico. Negli anni ’90 si pensò di trasferire qui il Museo conservativo dell’Ara Pacis, ma per ora ancora nulla. La vocazione militare, nonostante l’aeroporto sia stato dismesso, l’ha mantenuta perché ospita l’aeroporto militare Francesco Baracca, sede del Comando Aeronautica Militare (COMAER). Ancora più importante è stato l’insediamento in questa zona ricca di storia dei centri di comando interforze direttamente subordinati al Capo di Stato Maggiore della Difesa: il Comando Operativo di vertice Interforze, il Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) e l’Italian Joint Force Headquarters. Chissà se in futuro, oltre a vedere qualche aereo militare, potremmo ammirare le bellezze archeologiche…

 

Alessia De Fabiani


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