Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano


IMG_2457Uno dei luoghi che più ho amato dal primo istante nel corso dei viaggi che ho vissuto sono le Terme di Diocleziano, il più grande complesso termale mai costruito della Roma Antica, aperte nel 306. Fortunatamente, le Terme “affiancano” su un lato la Stazione Termini, quindi anche se sei di passaggio puoi godere un po’ della sua atmosfera, accedendo al giardino che “apre le danze” all’ingresso. Il nome della Stazione deriva dalla botte di Termini, cisterna distrutta nel 1876. Amo perdutamente questo luogo, e avverto un grande bisogno di tornarci ogni volta che ho l’occasione di essere a Roma. Al suo interno possiamo visitare una delle quattro sedi espositive del Museo Nazionale Romano.
A coinvolgermi particolarmente sono la grande fontana a forma di vaso, posta al centro del giardino, che ci accoglie all’ingresso del complesso, e l’Aula Vlll. Quest’ultima, una delle aule più ampie, espone diversi ed unici elementi della decorazione architettonica che originariamente caratterizzavano questo ambiente. In questo caso, avere la possibilità di guardare, proprio davanti a te, parte di un capitello, è un’esperienza assurda. Io che amo i dettagli non posso che restare lì ad osservare, ritagliarmi secondi per qualche scatto e apprezzare quel momento. IMG_2462Dal 24 settembre del 2014, in seguito a sei anni di restauri, insieme all’Aula VIII adiacente, è possibile conoscere la Natatio, enorme piscina scoperta da 4000 metri quadrati e una profondità di circa 1 metro. È importante sottolineare che, per accedere, all’epoca non vi era distinzione sia tra uomini e donne che tra schiavi e patrizi. Dopo aver sceso qualche gradino, puoi attraversarla. Con le sue sfumature chiare, la sua profondità e il silenzio che la avvolge, è naturale provare ad immaginare come si mostrava al suo pubblico. L’ambiente era ricoperto di marmi policromi, statue, mosaici, parti integranti dei giochi di colori, che certamente si specchiavano tra le parole e le onde. Adesso possiamo notare questi particolari grazie ad una ricostruzione in 3D ispirata agli acquerelli ottocenteschi dell’architetto francese Edmond Paulin.

IMG_2483La sua dimora era il monte Parnaso, in primavera. Alle pendici sorgeva il suo oracolo, Delfi, dove trascorreva del tempo circondato dalle Muse, tra danze e canti, e dove si dedicava al suono della lira. Nella mitologia greca, Apollo, il più giovane figlio di Zeus e Leto, Dio di tutte le arti, della poesia, del canto, della musica, dell’agricoltura, delle profezie, della scienza, protettore della città e del tempio di Delfi, era adorato come uno degli Dèi più importanti degli Olimpi. Viene spesso raffigurato in base al suo duplice potere. A volte benefico e risanatore, altre crudele e portatore di pestilenze, era venerato anche come dio della medicina. È noto, inoltre, con il nome di Lossìa (“obliquo”). All’interno del tempio, la Pizia, una sacerdotessa in stato di trance, era portavoce del suo pensiero. In suo onore, ogni quattro anni, erano organizzati i Giochi pitici, che comprendevano gare sportive e competizioni per musicisti e poeti.
Martina Tomaiuolo

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