Perdersi tra i monasteri del Lazio


Il Lazio è una delle regioni d’Italia più ricche di edifici religiosi e di culto. Molti sono i Conventi, i Monasteri, i Santuari e le Abbazie oltre ovviamente alle centinaia di chiese che conservano opere d’arte di grande pregio e valore storico. Nel proseguire questa avventura insieme vi porterò alla scoperta di questi luoghi, insieme ai borghi abbandonati. In questo articolo vi propongo il primo dei percorso tra i monasteri laziali, in particolare quelli di Subiaco.

Subiaco è una cittadina apprezzata sin dall’antichità per la presenza del fiume Aniene, affluente del Tevere, tant’è che l’imperatore Nerone la scelse per costruirvi una splendida villa estiva, che si affacciava nei “Simbruina stagna” ovvero i 3 laghi artificiali realizzati appositamente per il padrone di casa. La residenza che si estendeva per 75 ettari, era ornata con statue, mosaici, terme, terrazzamenti, ma era la presenza dell’Aniene a costituire il nucleo portante visto che l’imperatore necessitava di fare bagni freddi per alleviare alcuni dolori. (Per vederne i resti di questi ambienti però dovrete aspettare l’estate prossima, quando riapriranno al pubblico) Il fiume dalle sue acque fredde, un tempo era sormontato da ponti romani di cui ne restano pochi ruderi, mentre integro è il Ponte di San Francesco dove lasciarsi cullare dal lento scorrere delle acque che alimentano il  lago di San Benedetto. vista_del_lagoQuesto probabilmente è uno dei tre bacini artificiali creato per Nerone; una leggenda vuole che proprio qui pescasse con una rete d’oro, una delle sue bizzarrie… Questo specchio d’acqua, avvolto dalla rigogliosa ed incontaminata natura è animato dalla Cascata  Cillittinu, dove grazie all’ Associazione Vivere l’Aniene, è possibile fare anche rafting! Partendo dalla città ci dirigiamo verso Jenne e prendiamo la via dei monasteri e…

 

Il primo che incontriamo è il Monastero di Santa Scolastica dedicato alla sorella di San Benedett, sorge a 500 metri di altitudine e si affaccia sulla valle. Realizzato nel 520 è il più antico monastero benedettino al mondo e l’unico conservato dei 13 realizzati nella zona sublacense. Qui per secoli vissero eremiti e monaci, dediti alla contemplazione ed alla preghiera. scolasticaLa struttura architettonica non è omogenea, poiché la costruzione si è protratta per secoli, ma è proprio la compresenza di differenti stili architettonici a renderlo molto interessante. All’interno troviamo il campanile romanico costruito nel 1052-1053 dall’abate Umberto, anteriore a quelli romani; tre eccezionali chiostri diversi tra loro. Uno cosmatesco del 1200, rettangolare in pietra calcarea e marmo; un altro invece è in stile gotico “flamboyant” con al centro un pozzo sormontato da un architrave romano su colonne provenienti dalla Villa di Nerone; infine il più recente in stile rinascimentale terminato nel 1689 con affreschi dei papi che visitarono il sito. Il monastero è famoso perché nel 1465 due chierici tedeschi costruirono la prima tipografia italiana, che ampliò la già ricca collezione di manoscritti, ancora conservati nell’attuale biblioteca.

 

 

Tornando sulla strada maestra, proseguendo (in direzione sud/est) per 1,8km arriviamo al Monastero di San Benedetto o Sacro Speco di Subiaco, così denominato perché si trova in una piccola cavità della roccia, a picco sulle gole dell’Aniene.
Questo sito fu scelto da San Benedetto da Norcia per il suo eremitaggio ed in suo onore nel XII secolo venne eretto il complesso monastico, uno dei più alti ed importanti esempi di architettura religiosa rupestre laziale. IMG_7161.jpgLa “soglia del paradiso”, altro nome che ha la struttura, internamente è decorata da affreschi del XII-XV sec, tra questi il più importante è il ritratto di San Francesco, che durante uno dei suoi pellegrinaggi risiedette proprio qui. Sempre legato alla figura del Santo è il Roveto Miracoloso, un roseto che egli stesso piantò roseto sopra dei rovi.

Uscendo dal monastero si può tornare verso la cittadina di Subiaco o allungare verso Jenne, piccolo paese a 834 m sul livello del mare a picco sulla Alta Valle dell’Aniene, descritta da Antonio Fogazzaro come “greggia di casupole che il campanil governa”. Luogo natale di papa Alessandro IV, costui nacque nel 1200 nell’antico castello ora inglobato nella Chiesa della Madonna della Rocca, che domina l’intera vallata.

Vi aspetto con i prossimi articoli sui monasteri, abbazie e luoghi sperduti del Lazio.

Stay tuned!

Articolo di Alessia De Fabiani

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