Prima di Roma un vulcano 1


sampietrini-romaniQuando si parla di Roma si pensa al rosso dei resti archeologici, al bianco dei monumenti in marmo, alle rovine ammuffite in tufo, al nero lucido dei sampietrini. E pensare che tutta questa bellezza la dobbiamo ad un evento catastrofico di seicentomila anni fa, quando il Vulcano Laziale che si trovava nell’attuale area dei Castelli Romani erutta. Piovono lapilli, colano velocemente lava e fuoco verso la piana, scavano solchi, la terra si muove e si solleva, il tutto si solidifica e forma rocce, rupi e colli. Il fuoco brucia la terra, gli alberi, ma una volta spenti  gli incendi, raffreddato il magma ed addormentato il vulcano arriva l’acqua. Questa dà forma ad uno dei simboli di Roma: il Tevere. Inizialmente doveva essere un serpente che correva da nord e si incontrava con l’Aniene, per poi perdersi in diversi rivoli. Si insinua ovunque, con la sua forza modella il terreno colpito dal vulcano, contribuendo alla formazione di avvallamenti, rupi, grotte ed anfratti. Nascono così i Sette Colli. La terra battezzata dal fuoco ed accarezzata dall’acqua diventa  fertile ed adatta ai primi insediamenti, mentre cave di tufo, porfido, travertino e pozzolana diventano la base per la creazione della città. Quella lava che pioveva dal vulcano è l’origine di Roma, si è trasformata in porfido, successivamente nei lastroni che pavimentano le vie consolari ed in cubetti, i sampietrini, che ricoprono le vie del centro storico.

 

Alessia de Fabiani


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “Prima di Roma un vulcano