Puglia on the road


Sicuramente avrete capito che sono un’instancabile viaggiatrice, sono sempre alla ricerca di viaggi/gite fuori porta low-cost , così qualche giorno fa sono andata a vedere le offerte dei voli ed ho trovato Roma-Brindisi a 2o€ a/r come non approfittarne? Così è iniziato il mio viaggio a…

Polignano a mare, città delle patate, è un comune italiano della provincia di Bari a strapiombo sul Mare Adriatico. Lo stemma della città ha come simbolo il falco e ciò si riferisce ad un’antica leggenda, secondo cui la flotta del console Gaio Mario fu sorpresa da una tempesta mentre si dirigeva in soccorso di Catulo. Fu così che Mario liberò il suo falchetto per cercare riparo: dove si fosse posato, lì lui e i suoi uomini si sarebbero fermati e avrebbero fondato una nuova città. Il falchetto atterrò sul dirupo di Polignano a Mare. img_7564

In realtà la città ha origini più antiche, legate ad esse sono i resti archeologici della zona di Santa Barbara, risalenti ad un insediamento del VI-V millennio a.C. e la Tomba di Manfredi famosa per il corredo funebre, in particolare per il Cratere di Capodimonte che ora si trova presso il Metropolitan di NY, dove sul collo è raffigurata una Nike alata su carro trainato da quattro splendidi cavalli bianchi preceduti da Hekate, con al di sotto la scena di convivio tra Minerva, Apollo, Artemide ed Eracle. Legata invece all’età romana è la Via Traiana realizzata fra il 108 e il 110 d.C. voluta dall’imperatore Traiano, che la costruì seguendo un vecchio tracciato di età repubblicana. Questa costituiva una variante della via Appia, che collegava Benevento a Brindisi, munita di numerosi ponti e viadotti così che fosse percorribile anche d’inverno. Polignano a mare però è famosa per le sue grotte come la Grotticella dell’Acqua di Cristo, nota perché al suo interno si trova un ruscello: qui la sua purissima acqua dolce si mescola con quella della mare, generandone una leggermente salmastra usata dagli abitanti per le sue funzioni curative, ma anche per fare il pane o per la conservazione in salamoia delle olive.

img_7571La grotta più famosa la Grotta Palazzese o Grotta del Palazzo. Citata nelle enciclopedie di Diderot e D’Alembert, Questo è un posto che colpì la regina Giovanna d’Angiò durante la sua visita in Puglia, tanto da spendervi molto tempo, perché attratta dal gioco di luci e colori dato dalle acque cristalline ed i raggi del sole che vi si riflettono. Dal 1713 ospita una terrazza pensile, collegata al soprastante palazzo, voluta dal feudatario Giuseppe Leto, il quale la trasformò in una grotta delle delizie, attraverso una sapiente progettazione architettonica, che tutt’ora resiste con il ristorante. Poco lontana da Polignano è l’Abbazia di San Vito, fondata nel X sec dai monaci basiliani, questa è la risultante di aggiunte sopravvenute in secoli differenti. img_7588Esternamente presenta un splendida scalinata barocca che conduce al loggiato che si affaccia sul mare e sulla schiere di barchette che sostano sulle acque trasparenti. La chiesa, aperta solo durante le funzioni religiose, è a tre navate con 3 cupole in asse e volte a botte sulle laterali. L’ accesso è possibile solo durante le messe perché appartiene al palazzo del marchese Tavassi-La Greca.img_7590 Questo è un posto magico dove si respira un’atmosfera di pace e serenità, sarà forse data dal fatto che oltre al rumore del mare si può sentire solamente il fruscio del vento che delicatamente accarezza i pini, o il miagolio dei pochi inquilini del cortile.

 

Monopoli distante una fermata di treno da Polignano a mare, è uno dei porti più attivi della regione, caratteristica che conserva da millenni, infatti già con i romani nel V sec a.C. aveva questa destinazione d’uso. 1169464792Di questo periodo è rimasto ben poco: la porta d’accesso alla città inglobata nel castello e un tratto della Via Traiana, la stessa di Polignano, inaugurata nel 113 d.C, nei pressi del quartiere Piccinnato (a sud della città). Durante il Medioevo la città cresce sia dal punto di vista urbanistico che demografico, diviene nodo centrale per le Crociate e con Federico II vengono ampliate le mura. Le dominazioni Angioina ed Aragonese comportano un periodo felice di espansione economica ed abbellimento architettonico, che viene distrutto dal Sacco di Monopoli del 1485 da parte della flotta veneziana che violentemente la conquista. Nel 1500 subisce alcune incursioni e dal secolo successivo diviene dei Borboni e nel 1860 nel Regno d’Italia. Questo comune è famoso perché ospita una delle più grandi piazze italiane ovvero Piazza Vittorio Emanuele, risalente al 1796, progettata dall’architetto De Simone. Nel 1848 ospitò una cospirazione anti borbonica, che fallì e comportò la condanna a durissimi anni di carcere per gli aderenti; una lapide ricorda il luogo in cui si riunirono, posta all’angolo di via Giuseppe Polignani. L’allestimento attuale risale al 1872, anno in cui venne divisa in 2 parti da uno stradone e nel 1893 vennero posti gli alberi. Il monumento ai caduti è del 1928 e sorge per il dolore dei parenti, tema centrale della rappresentazione. Monopoli è ricca di chiese, la più importante è la Cattedrale di Maria Santissima della Madia,img_7609 sorge sui resti di un primo tempo pagano, poi convertita in chiesa per il martire San Mercurio. Nel 1017 il vescovo Romualdo la smantella per costruirne una dedicata a Maria della Madia, ma quella attuale che presenta lo stesso titolo è del 1742. Diversa dalla prima in stile Romanico, il rifacimento settecentesco è Barocco con pianta croce latina, tre navate, cupola sulla centrale. Sopra l’abside è presente la Cappella del Trionfo della Madonna della Madia, cioè l’icona del 1100 circa con Madonna Odigitria (indica la Via, ovvero Gesù) e Bambino benedicente. Interessante è il Castello di Carlo V nel 1552, è stato edificato su di un piccolo img_7601promontorio dove vi era una grande porta romana del I secolo a.C. a sua volta innalzata sulle mura messapiche del V secolo a.C. Dal XIX sec al 1969 è stato utilizzato come carcere ed ora ospita eventi culturali; l’interno è spoglio ma emerge chiaramente la struttura Cinquecentesca con volte a botte in pietra locale e le torri pentagonali che cingevano la struttura che si trova fronte mare (l’ingresso è gratuito). Ai piedi del castello vi è il mare verde smeraldo, rallegrato dalle barchette dai mille colori, il profumo di pesce e le voci dei pescatori che tornando dalle loro spedizioni e raccontano le loro avventure.

Articolo di Alessia De Fabiani

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