Saliamo anche noi sul Colle


Ieri sera abbiamo assistito al giuramento del nuovo governo che si è tenuto nella casa del Presidente della Repubblica: il Quirinale.

Qual è la storia di questo palazzo?

Prima di parlare della residenza dobbiamo fare un piccolo accenno sulla posizione sull’omonimo colle, che sin dall’epoca romana è stato di importanza fondamentale perché dedicato al Dio Quirino, ovvero la divinizzazione di Romolo padre dell’Urbs. fontana-dei-dioscuriSubito qui prendono sede diversi templi, quelli di Quirino ovviamente, della Dea Salus (Salute), sedi pubbliche e sacrali come il Capitolium Vetus (Giove, Giunone e Minerva triade protettrice di Roma), il Tempio di Serapide dal quale provengono i Dioscuri che si trovano sulla piazza, le terme di Costantino e molto altro ancora.

Nel 1500 il terreno dove poi sorgerà la casa degli italiani apparteneva al Cardinale Oliviero Carafa, il quale aveva fatto costruire un palazzo a forma di “L” tra la piazza e la via Pia, con una facciata a tre ordini di finestre, documentata dalla piantina del Bufalini risalente al 1551. Poco dopo il 1550 passa nelle mani del Cardinale Ippolito II d’Este, figlio del duca Alfonso I di Ferrara e Lucrezia Borgia e viene ricordata da Montaigne e Boissard come “uno dei luoghi suburbani più splendidi di Roma per la meraviglia, lo splendore dei giardini e la ricchezza delle raccolte antiquarie”.

Queste caratteristiche le conserva anche nel 1583, quando la vigna è presa in affitto dal papa Gregorio XIII Boncompagni il quale inizia i lavori di costruzione della sua residenza estiva. Viene scelto questo colle perché è il più alto e perciò il più ventilato e salubre; per i lavori ci si affida ad Ottaviano Mascarino che realizza la palazzina gregoriana dove si trova la sua famosa scala elicoidale in travertino. 2009 Scala Mascherino-2.jpgBisogna fare una puntualizzazione: per anni si è creduto che fosse lui l’inventore di questa tipologia di scala, in realtà il primato va al Vignola, il quale a Palazzo Farnese a Caprarola aveva già realizzato la Scala Regia nel 1559, un ricopiarsi a vicenda perché il Borromini realizza uno scalone del genere a palazzo Barberini imitando il Mascarino. La nuova palazzina si affaccia sul Cortile d’Onore, ex teatro delle attività pubbliche del pontefice, che ancora sopravvive immutato e parallelo al giardino del Quirinale che si estende per circa 4 ettari.

Con l’arrivo di papa Sisto V Peretti l’edificio viene ampliato realizzando la facciata antistante la Piazza su progetto di Domenico Fontana; mentre sarà Paolo V Borghese a trasformare il palazzo da semplice “casa vacanze” a residenza del pontefice chiudendolo con la palazzina meridionale e quella antistante i giardini. I suoi lavori includono quindi la chiusura del cortile d’onore con queste due palazzine che ospitano il piano nobile. Salone-dei-CorazzieriTra i diversi ambienti ricordiamo il Salone dei Corazzieri, dove avvengono le cerimonie più importanti tra cui quella di insediamento del Presidente della Repubblica, decorato con un ciclo di affreschi barocchi del Saraceni, Lanfranco e Tassi con le ambascerie giunte a palazzo prima della realizzazione della sala. Tra questi spicca Hasekura Tsunenaga, ambasciatore del Giappone, che destò scompiglio tra gli italiani per i suoi usi e costumi completamente diversi dai nostri in particolare perché mangiava con le “stecchette di legno” e perché si soffiava il naso con i fazzoletti di carta e li gettava a terra, un vero sporcaccione!

 

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Altra impresa fu la Cappella Paolina, che ha le stesse dimensioni della Cappella Sistina perché il Quirinale doveva costituire un’alternativa alla sede vaticana, ha una splendida volta in stucco bianco e dorato del Ferabosco. L’ambiente più prezioso legato a questo papa  è la Cappella dell’Annunziata dove lavorò Guido Reni e realizzò la famosa Madonna del Cucito, unica al mondo: la Vergine mentre  cuce il corredo per il figlioletto, aiutata dagli angeli, ma consapevole del triste destino che spetta a suo figlio, un capolavoro!

Con l’arrivo di Urbano VIII Barberini il giardino viene ampliato, diviso a mo’ di scacchiera e posto un elemento decorativo al centro di ogni aiuola, definito dai contemporanei il “giardino del sole” perché risplendeva per le specie particolari di piante, per la raccolta di statue, diciamo che torna allo splendore degli anni di Ippolito II d’Este. Questo però realizza nel 1626 una curiosa struttura sulla piazza: il Torrione di forma circolare che serviva come baluardo difensivo e dove è sempre presente una piantina di cappero; infine commissiona al Bernini la Loggia delle Benedizioni (portale d’ingresso).

Il giardino nei primi anni del 1700 vede ridurre nettamente le specie particolari di flora, in favore di un orto per i più poveri voluto dal pontefice Innocenzo XII Pignatelli.

02_big.jpgNel 1741 papa Benedetto XIV Lambertini, amante dei giardini, fa realizzare la Coffee House per mano del Fuga, “un gabinetto dove dispogliarsi” anche se in realtà era usata come sala delle udienze private, qui infatti nel 1744 incontra Carlo III di Borbone. L’interno è riccamente decorato con tele di Pompeo Batoni che rappresentano la Piazza ed il Palazzo ed un altro con la Basilica di Santa Maggiore, altra opera del Fuga.

 

Nel 1811 Napoleone con decreto dichiara il Quirinale “Palazzo Imperiale” e ciò comporta notevoli modifiche architettoniche e decorative affidate a Raffaele Stern. Tra i diversi progetti non realizzati vi era il collegamento della nuova sede al Palazzo Barberini tramite un ponte su via delle Quattro Fontane, gallerie tra il Quirinale e i gli edifici adiacenti ad esso utilizzati come dépendences imperiali. L’impianto decorativo interno mirava ad esaltare l’ideale imperiale soprattutto con l’evocazione di figure emblematiche dell’impero romano come Giulio Cesare che lo ritroviamo nella tela del Pelagi nella Sala della Musica. b2300706d758d7879338a540d7f01528.jpgNel dipinto il volto di Giulio che detta i Commentari è sostituito con quello di Napoleone, modesto come sempre! Il Thorvaldsen realizza per la Sala delle Dame uno splendido fregio con il trionfo di Alessandro Magno.

Con il rientro del papa Pio VII Chiaramonti spariscono le decorazioni allusive all’imperatore, che tra l’altro lo aveva cacciato, ma anche perché troppo laiche per la casa del rappresentante della cristianità.

In palazzo sembra che non vi sia mai un attimo di pace: nel 1849 Pio IX Mastai Ferretti, ultimo pontefice ivi residente, fugge a Gaeta durante il periodo della Repubblica Romana di Saffi, Armellini e Mazzini, rimane senza padrone e risente dei movimenti popolari che spingevano per conquistarlo; dopo poco verrà occupato dai nuovi inquilini…

Il Quirinale dal 1871 è la casa casa reale dei Savoia, necessita quindi di essere all’altezza delle residenze imperiali europee e per fare ciò sono necessari dei lavori di restauro ed ammodernamento che cancellino il vecchiume dell’ex palazzo pontificio. I padroni di casa si affidano all’interior designer Perricci il quale interviene sull’ex sala dei Concistori pubblici e la trasforma nel Salone delle Feste, dove si è appena svolto il giuramento del nuovo Governo. Costui cancella il ciclo Barocco a cui avevano lavorato Orazio Gentileschi ed Agostino Tassi per decorare la sala con figure allegoriche, simboli militari e motivi floreali; di grande impatto la volta con il Trionfo dell’Italia un forte messaggio di propaganda. SALA_SPECCHI_AGFSplendida è la Sala degli Specchi in stile Luigi XV neo-rococò, che è resa ancora più amplia e luminosa dalla presenza (scontata) delle specchiere e dei lampadari in murano tenuti da putti a tutto tondo. Con Umberto I e Margherita il Quirinale si pone al centro del dibattito politico e culturale italiano, grazie alle riunioni mondano-letterarie del giovedì a cui partecipano Terenzio Mamiani e Ruggero Bonghi, ma anche il gran ballo del mercoledì richiama a corte molti ospiti.

Infine dal 1948 il Quirinale è la casa degli italiani nonché del Presidente della Repubblica Italiana e dal 23 giugno 2015 è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì e giovedì previa prenotazione; le visite sono condotte da volontari del Touring Club Italiano e studenti tirocinanti in arte, architettura e storia delle università di Roma.

Se siete riusciti ad arrivare alla fine meritate un premio: una bella visita al Quirinale!

Articolo di Alessia De Fabiani

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