SeeYouSound International Music Film Festival 2016


SeeYouSound International Music Film Festival 2016: MTV Music, tributo a David Bowie, anteprime, e linguaggi di aggregazione

IMG_0110Philippe Cohen Solal , co-ideatore del Gotan Project e della casa di produzione discografica “¡YA BASTA!”. Il musicista e produttore Mark Reeder, protagonista del film “B-Movie: Lust & Sound In West-Berlin 1979-1989”. La condivisione di un dialogo sulla scena musicale degli anni 80 tra Parigi e Berlino, in occasione di Seeyousound International Music Film Festival 2016, la rassegna cinematografica a tematica musicale, che ha avuto luogo a Torino da giovedì 25 a sabato 27 febbraio. In scaletta, non solo anteprime italiane come il film “Danny Collins” con protagonista Al Pacino e la pellicola descritta da Mark Reeder durante l’intervista da parte di Philippe Cohen Solal ,ma anche lungometraggi, corti, reportage, documentari, videoclip.

Importante è stato il tributo a David Bowie con “Low”, in anteprima assoluta, ad opera di Renaud Cojo.

Diversi sono stati gli eventi che hanno condito le serate. Oltre alle proiezioni ospitate nelle sale del Cinema Massimo di Torino, hanno preso vita numerosi ambienti volti a richiamare l’attenzione delle menti sull’influenza reciproca tra musica e immagini. La Notte Rossa del Videoclip, in collaborazione con MTV Music, dall’1 alle 4 del mattino, al suo secondo appuntamento all’interno del Festival, ha mostrato in una veste particolare i migliori video degli ultimi 25 anni.

Il primo panel : “Le colonne sonore nel cinema e in tv”, con l’intervento di Franco Godi, Paolo Spaccamonti, Roberto Casalino e Max Casacci. Immediato è il viaggio del pensiero tra le note del maestro Ennio Morricone, vincitore del suo primo Academy Award, per la colonna sonora di “The Hateful Eight”.

Decisamente vissuto con entusiasmo e curiosità, il secondo panel, per i temi discussi all’interno dell’intervista, si riallaccia per certi versi ad un altro tema centrale trattato con la rassegna internazionale, ossia “Music is the weapon”.yfVMxuX Partiamo, in questo caso, dai momenti conclusivi del dialogo avvenuto Da Emilia (locale torinese), per sottolineare la rilevanza che ha per Mark Reeder di portare all’attenzione del pubblico il tema dell’aggregazione come forma di linguaggio, di conoscenza tra le culture, di denuncia delle ingiustizie,come strumento per ribaltare i totalitarismi e le dittature, in generale.

I fattori che hanno portato il compositore a discutere di questi temi, vertono soprattutto sul modo di “fare” e di produrre musica, che caratterizza il periodo in cui viviamo, facendo particolare riferimento ai suoi trascorsi nella Berlino degli anni 80. La techno all’epoca era nata sotto un aspetto completamente strumentale, nessuno tra i giovani parlava inglese e quindi era quello il mezzo con cui esprimersi e “dialogare”. Adesso non c’è una sostanziale connessione tra le persone, ma nasce come un’esperienza più individuale. Anche andare nei club, era cosa diversa. Visti ora dalla maggior parte del loro pubblico, come una cosa “fashion”, in quegli anni erano parte integrante delle tipiche giornate passate a creare musica. Si passava poco tempo in casa e ci si ritrovava tutti nei vari club in città a sorseggiare free drink e produrre idee, insieme. Da sottolineare anche l’utilizzo di svariate droghe, che marcavano il senso di percezione della musica prodotta.

Oggi è cambiato, in questo senso, il modo di ascoltare e condividere, pensiamo a Spotify, ad esempio. Diversi sono i modi di creare, diverse sono le priorità. La cosa parte molto dal “quanto posso guadagnare da ciò”. Oltre a Spotify pensiamo ai riscontri immediati e virali , positivi e/o negativi, da parte del web. Avere riscontri negativi tramite un social network, in cui coesistono ed esercitano influenza movimenti politici e culturali che rispecchiano la società multiculturale, finisce per essere un metro di valutazione condizionante quando si è troppo spaventati nel fare errori. Prima si metteva in pratica subito un’idea da parte del promoter, adesso prevale un senso di sicurezza, come linea guida.

IMG_0111Gli errori, invece, possono aiutare e migliorare. Densi di dettagli sono stati i racconti sulla tipica “practice room”.

Ora, nella maggior parte dei casi, la musica è composta soprattutto tramite pc e non parte dall’acquisto di un sintetizzatore. La caratteristica stanza, in cui il costoso strumento era parte integrante della creazione di un ambiente carico di suoni e sperimentazioni diverse, risultava davvero peculiare quando dopo un temporale, i cavi bagnati e l’umidità se da un lato mettevano in difficoltà i lavori, e quindi causavano la perdita del suono pensato inizialmente, dall’altro portavano alla scoperta di suoni sempre nuovi.

Con svariati aneddoti descritti parlando di David Bowie, Iggy Pop, Nick Cave, il celebre produttore dei Joy Division, adesso New Order, ci indica anche l’aspetto dello scambio che avveniva all’interno dei club tra i musicisti delle band, chiaramente veicolo di idee e melodie in continuo in movimento. Il compositore inglese è stato anche produttore delle Malaria!, band tedesca, interamente al femminile, nata nel 1981, ed è stato quindi forte promotore dell’integrazione delle donne all’interno della scena musicale.

L’atmosfera che ha reso Berlino così attraente in quegli anni, non è scomparsa del tutto con il tempo, per questo Mark Reeder desidera che le immagini a testimonianza di quelle giornate siano fonte di ispirazione e cambiamento da parte dei ragazzi protagonisti dalla scena musicale di questi anni.

 

Martina Tomaiuolo

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