Speciale Natale: I 21 presepi del…Quirinale 1


Solitamente i presepi più famosi sono quelli di via San Gregorio Armeno a Napoli, una tradizione che va avanti da secoli,10412007_10208096308066444_8013558855481192663_n perché qui vi era il tempio di Cerere alla quale si dedicavano statuette votive, ma in realtà oggi vi parlerò di una mostra nuova, prima però impariamo qualche nozione su questa tradizione.

Prima della nascita del presepe,gli antichi romani realizzavano delle statuette (sigillum),rappresentanti i defunti, che disponevano in un piccolo recinto che riproduceva un mini ambiente bucolico. Ciò avveniva in prossimità della festa detta Sigillaria (20 dicembre). Durante la vigilia, dinnanzi al recinto, la famiglia si riuniva per invocare la protezione degli avi e lasciavano ciotole con cibo e vino. Il mattino seguente, al posto delle ciotole, i bambini trovavano giocattoli e dolci, “portati” dai loro trapassati nonni e bisnonni. Un po’ come avviene nella notte di Babbo Natale!

Il presepe moderno è la rappresentazione della natività di Gesù, la prima raffigurazione si trova a Roma nella Catacomba di Santa Priscilla e risale al III d.C. A  partire dal 1223, grazie a San Francesco, si ebbe la prima riproduzione della nascita di Cristo a Greccio  senza Maria e Giuseppe,ma con la mangiatoia (presepe significa mangiatoia) il bue e l’asinello.

La diffusione dei presepi con le statuine, solamente all’interno delle chiese, risale al Quattrocento; dal Seicento li ritroviamo anche nelle case, sotto forma di soprammobile. A Napoli vi era una vera e propria competizione tra i nobili per chi avesse il presepe più sfarzoso, infatti  li allestivano in una o più camere dei loro appartamenti ricoprendo le statue con capi in tessuti pregiati e scintillanti gioielli autentici.

Il più antico presepio conosciuto al mondo composto da singole statue ad altorilievo è quello di Santa Maria Maggiore a Roma, di Arnolfo di Cambio[17], del 1289, e dunque allo stesso periodo di quello di Bologna.

In Italia vi sono varie tradizioni tra cui quella napoletana che si  caratterizza per lo sfarzo, la spettacolarità, l’affollamento di figure, l’ambientazione urbana,. Le statue di pastori sono in terracotta e non possono mancare: Benino o Benito, pastorello che dorme beato,ed i venditori sono almeno dodici, e rappresentano i mesi dell’anno.

Presepe bolognese i cui personaggi sono scolpiti o modellati per intero, abiti compresi, realizzate con diversi materiali terracotta, cartapesta, legno. Personaggi tipici sono la Meraviglia figura femminile che, in segno di stupore, agita le braccia, il Dormiglione che dorme in un angolo appartato

1924009_10208096308786462_6548244278178125458_nIl presepe tradizionale marchigiano ha un’ ambientazione di campagna simile a quella delle colline marchigiane, ma ricca di elementi orientaleggianti, e dall’uso di statuine (pupi) di terracotta, cartapesta o in gesso, senza applicazione di vestiti in stoffa,il tutto molto sobrio,legato alla tradizione di San Francesco.

Tipica del presepio romano è la presenza nel paesaggio di scorci della campagna romana con  casali rustici, locande, rovine romane di acquedotti e resti monumentali, che riproducono la vita semplice e povera dei dintorni di Roma, con pastori, greggi, contadini al lavoro con i loro animali.

Presso il Palazzo del Quirinale è presente la mostra dei presepi, ve ne sono 21,uno per ogni regione italiana. Trovo che sia molto interessante la scelta del Presidente Mattarella di dedicare uno spazio ad uno dei simboli della cristianità, in un periodo delicato come questo… Voglio citare Mattarella, perché trovo che le Sue parole esprimano al meglio la necessità di integrazione  dato che “oggi il dialogo tra credenti e non credenti, il dialogo tra fedi e culture diverse rappresenta una condizione indispensabile per costruire un futuro di sviluppo e di pace” . I presepi qui presenti sono opere di artigiani e rispecchiano le culture,le tradizioni del nostro territorio, e l’averle esposte nella Casa degli Italiani rispecchia l’unità della nostra Nazione che trae forza dai nostri usi e costumi.

 

 

Alessia De Fabiani


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